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Nereo Sciutto, Webranking: «Il Programmatic non richiede solo ingegneri, ma anche architetti»

Secondo il presidente e co-founder di Webranking, non bastano i dati per realizzare una campagna efficace, serve anche «chi mette insieme i pezzi» con idee che sappiano colpire i consumatori

Intervista a Nereo Sciutto, Webranking
29 aprile 2016
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Tra i protagonisti del Programmatic Day, Nereo Sciutto, presidente e co-founder di Webranking, ha lanciato un messaggio chiaro dal palco dell’evento: “Il Programmatic è la nuova Search”. E non solo perchè grazie all’ad-tech sta avvenendo «una sorta di “Searchalization” della pianificazione display, che per la prima volta da un decennio si stima supererà la Search», ma anche perchè proprio da quel mondo arrivano le menti più pronte ad affrontare la portata rivoluzionaria del Programmatic.

«Il Programmatic è come un’alluvione – ci ha spiegato a margine del suo intervento al Programmatic Day – , e il nostro mercato si è trovato poco attrezzato per affrontarla. Dunque, ha sfruttato le competenze che aveva a disposizione, ossia quelle dei professionisti del Search, che tra tutti sono quelli più facilmente portati a gestire le dinamiche della pubblicità automatizzata. Ora che la display si appresta a superare il marketing sui motori di ricerca, possiamo dire che “Programmatic is the new Search”».

Ma avere competenze non basta. Secondo Sciutto, è indispensabile continuare a fare education sul Programmatic, in particolare da un punto di vista pratico: «La pubblicità data-driven è sulla bocca di tutti e se ne parla molto agli eventi, ma di fatto ci sono ancora poche esperienze complete da raccontare. Si parla molto di tattiche del programmatic, ma ancora troppo poco di strategie». Alla base, secondo il manager, c’è soprattutto un problema “creativo”: «Il Programmatic impone la produzione di tante creatività, ma purtroppo le agenzie in Italia non sono ancora attrezzate a farlo. Diciamo, con una metafora, che abbiamo gli ingegneri, ossia chi opera sul programmatic a livello tecnologico, ma mancano gli architetti, ovvero chi mette insieme i vari pezzi per realizzare una campagna davvero efficace. Perchè i dati non bastano a portare risultati alle aziende, servono anche idee che sappiano colpire i consumatori».

Webranking è stata recentemente oggetto di un importante riposizionamento, che ha visto la sua offerta ampliarsi dalle originarie competenze in ambito search marketing a servizi propri di una centrale media, digital, indipendente e data-driven. Abbiamo chiesto a Sciutto quali sono stati i primi risultati di questa svolta: «La nostra evoluzione è stata bene accolta dai nostri clienti. Oggi ci troviamo a doverci confrontare con importanti player internazionali, ma agli occhi dei clienti, italiani ed esteri, siamo considerati un nome “smart”, indipendente ed efficiente. Stiamo crescendo, ed abbiamo in cantiere importanti progetti per il futuro».

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