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Meno frodi, più visibilità: migliora la qualità della pubblicità digitale

Secondo uno studio di Integral Ad Science, nel Q4 2015 l’inventory display in programmatic ha visto un -33,3% di annunci fraudolenti, quella venduta direttamente dagli editori un -25%

di Alessandra La Rosa
12 febbraio 2016
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Meno frodi, più visibilità: la qualità della pubblicità digitale rivela un netto miglioramento nel 2015.

A dirlo è Integral Ad Science, che trimestre dopo trimestre monitora il livello dell’advertising digitale. Nel suo Q4 2015 Media Quality Report, relativo al mercato statunitense, la società ha rilevato un chiaro miglioramento della situazione, soprattutto per quanto riguarda le adv fraudolente, tema molto dibattuto negli ultimi tempi all’interno della industry.

A vedere il principale miglioramento è l’inventory display in programmatic, con un -33,3% di annunci fraudolenti, mentre la display venduta direttamente dagli editori vede un -25% di frodi e i video un -28,6%. Un trend che è stato tale per tutto il corso del 2015, evidenziando un maggiore sforzo da parte del settore nell’implementare tecnologie di prevenzione delle frodi.

Alla questione delle frodi, poi, è legata anche quella della viewability. La visibilità delle inventory è in aumento, passando dal 46,3% del terzo trimestre al 53,7% del quarto, per quanto riguarda gli spazi display venduti dagli editori, e dal 39,8% al 41,5% per quelli erogati tramite network e ad exchange.

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Insomma, le attività fraudolenti online ci sono ancora, e non si tratta di un fenomeno che sarà possibile cancellare dall’oggi al domani, ma questi dati lasciano ben sperare in un ecosistema dell’advertising digitale via via sempre più pulito e trasparente.

 

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