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Mark Blair, Brightcove: «Aumentare l’inventory è la vera sfida del video adv»

Il Vice Presidente EMEA di Brightcove ci parla di come sta cambiando il mercato della pubblicità video, tra ad-blocking e OTT, e di come la società sta ampliando la sua offerta in risposta a questi cambiamenti

Intervista a Mark Blair, Brightcove
05 maggio 2016
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Mark Blair

Cresce esponenzialmente il consumo dei video online da parte degli utenti e, di conseguenza, cresce il mercato della pubblicità video. Sono sempre più le aziende che si affidano a questo genere di formati per raccontare il loro marchio e creare coinvolgimento con gli utenti, e aumentano anche gli editori che li ospitano sulle loro testate per massimizzare le possibilità di monetizzazione.

Brightcove è una delle principali aziende specializzate nell’erogazione di servizi video a supporto di aziende e publisher: «Siamo nati nel 2004 e da lì abbiamo lavorato ininterrottamente all’interno del canale dei video online. Le nostre attività si concentrano su due aree ben definite: media digitali e marchi», ha dichiarato Mark Blair, Vice Presidente EMEA di Brightcove, «Per quanto riguarda i primi, offriamo dei prodotti che permettono di attivare una monetizzazione sia attraverso l’utilizzo di annunci pubblicitari sia richiedendo agli utenti un pagamento per i contenuti a cui accedono. Questi soggetti possono essere emittenti, editori, distributori e qualsiasi altro proprietario di contenuti. L’altra area è relativa ai marchi e quindi a tutte quelle aziende, operanti nel marketing digitale, che utilizzano contenuti video non con finalità di monetizzazione ma per attuare strategie di promozione e generare coinvolgimento con l’utente. Offriamo ai business un’ampia gamma di servizi nel Cloud».

L’azienda detiene una posizione da leader nel settore su scala globale. I servizi di Brightcove sono utilizzati da nomi del calibro di ABC News, Al Jazeera, AOL, Condé Nast e Sony Music Entertainment, per citarne alcuni: «Il nostro portafoglio clienti è non solo molto vasto ma anche diversificato, raccoglie emittenti, editori e marchi attivi in qualsiasi tipo di business verticale, anche istituzioni religiose. Lavoriamo per più di 4.000 soggetti sparsi in tutto il mondo».

Un canale in espansione quello del video adv, florido ma vulnerabile anch’esso ai filtri anti-pubblicità che sempre più utenti utilizzano per cambiare un’esperienza di navigazione che è a volte ritenuta insoddisfacente: «Quello dell’ad-blocking è uno dei temi principali all’interno dell’industria dei media digitali, sicuramente il più discusso. Questi filtri sono scaricabili come estensioni sui browser ma possono anche essere integrati nativamente sulle diverse piattaforme. È un vero problema per gli editori; per esempio, nel Regno Unito l’utilizzo dei filtri anti-pubblicità è cresciuto dell’83% a giugno 2015 rispetto all’anno precedente. Per contrastare il fenomeno, abbiamo creato uno strumento per neutralizzare il blocco della pubblicità su desktop e mobile (qui l’articolo dedicato). Brightcove Lift combina le inserzioni pubblicitarie lato server con servizi per la gestione di HTML 5 e offre al pubblico un’esperienza delle inserzioni simile a quella della TV. Questa soluzione offre una serie di vantaggi ai media; innanzitutto, consente di aggirare i blocchi pubblicitari: accorpando in modo dinamico gli annunci ai flussi di contenuti nel Cloud, permette una migliore erogazione delle inserzioni e ricavi superiori su tutte le piattaforme, gli editori possono scegliere il flusso pubblicitario che preferiscono attraverso l’inserimento dinamico di annunci nella nuvola».

Sullo sfondo, un costante ed inarrestabile mutamento delle modalità di fruizione dei contenuti, in particolare quelli in formato video: «C’è stato uno spostamento significativo nelle modalità di visione degli utenti, dalla televisione lineare agli OTT, il tempo passato davanti ai contenuti su richiesta sta aumentando. Basti pensare che il 42% del tempo speso su contenuti tv è utilizzato per contenuti OTT. Tutti vogliono guardare i contenuti che vogliono, quando e dove vogliono e sul loro dispositivo. Basti pensare che Anche noi come Brightcove ci siamo mossi in quest’ambito, infatti abbiamo siglato un accordo con Accedo per lo sviluppo di OTT Flow, un prodotto che permette a media e fornitori di contenuti di lanciare velocemente servizi OTT attraverso piattaforme multiple».

Secondo Blair, il principale motore di crescita della pubblicità video online è il consumo esponenziale di video digitali, ciò offre grandi opportunità per inserzionisti ed editori ma anche delle sfide: «Gli editori devono riuscire a raggiungere un volume sufficiente per le loro inventory, solo così potranno accrescere la loro monetizzazione ed allargare il loro pubblico di utenti».

Brightcove intende mantenere il suo ruolo da protagonista all’interno del settore : «Vogliamo continuare a mantenere il focus sulla tecnologia video online, puntiamo a mantenere la nostra leadership a livello globale. E intendiamo espanderci e crescere anche nel mercato italiano», ha concluso Blair.

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