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Marco Ferrari sul Programmatic TV: «Strada complessa, ma è uno dei territori più affascinanti da esplorare»

A qualche mese dal lancio della start up Sting Media guidata da Roberto Calzolari, abbiamo incontrato il ceo e co-founder di Next 14, la holding italiana che concretamente sta investendo nell’innovazione della compravendita degli spazi offline

Teresa Nappi
14 luglio 2015
Marco-Ferrari-Turbo-partnershipNeodata
Marco Ferrari

La convergenza tra internet e tv è uno dei temi chiave del presente e del futuro della pubblicità. E tra i complici di questo proficuo incontro i più indicano anche il Programmatic.

Il mercato del Programmatic TV è infatti in rapida ascesa: secondo recenti stime elaborate da Magna Global, entro il 2019 coprirà il 17% dello spending adv televisivo negli USA.

Siamo dunque di fronte a una nuova frontiera che anche il mercato italiano sta attenzionando. Ne parliamo con Marco Ferrari, ceo & co-founder di Next 14, il primo hub italiano specializzato in soluzioni di marketing e di advertising data driven che, dopo il trading desk Turbo, ha lanciato Sting Media, start up che si propone di innovare in senso tecnologico il media buying televisivo.

Dott. Ferrari, il programmatic è uno dei trend emergenti della pubblicità digitale. Quali opportunità offre nell’ambito del video adv?

Dal punto di vista tecnico, l’utilizzo del programmatic per pianificare campagne video online porta due benefici principali. Da un lato la possibilità di pianificare su audience a target, riducendo la dispersione e beneficiando dei dati gestiti tramite Data Management Platform. Dall’altro l’ottimizzazione della reach, definendo tramite le piattaforme la corretta frequenza di erogazione della campagna. Queste caratteristiche, comuni a tutte le attività programmatic, sono ancora più importanti in ambito video, considerando che tipicamente questo formato è utilizzato per attività di branding e awareness. Non stupisce quindi che siano proprio i budget video a trainare la crescita nel 2015 del programmatic in Italia e non è difficile prevedere che questo tipo di pianificazione aumenterà ulteriormente nel 2016, proprio per i vantaggi che offre rispetto al planning digitale “tradizionale”.

Per gli editori, il video può essere la chiave per monetizzare adeguatamente il traffico mobile?

Senza dubbio il video è tra i formati più adatti al mezzo, nell’ambito di un’evoluzione assolutamente necessaria per coprire il gap tra utilizzo del mobile e la sua capacità di raccolta pubblicitaria. Ma l’evoluzione deve riguardare anche creatività ad hoc, perché è chiaro che per le differenti modalità di fruizione lo spot da 30’’ non può funzionare allo stesso modo su mobile.

LOGO_STINGMEDIAA proposito di convergenza: di recente si parla molto di “Programmatic Tv”. Qual è la sua opinione in merito?

Si parla spesso di Programmatic Tv in ambito Connected/Ip Tv. Quello che stiamo provando a fare con Sting Media – una delle startup sviluppate da Next 14, alla cui guida è stato chiamato l’ex-ceo di Starcom Mediavest, Roberto Calzolari – è invece l’introduzione di principi di automazione e connessione tra domanda e offerta, attraverso piattaforme, anche nel mondo offline. Il progetto – dopo oltre un anno di sviluppo – è entrato in fase di primi test con alcune concessionarie e centri media. Ci aspettiamo che la strada sia lunga e complessa, ma l’innovazione delle metodologie classiche di compravendita degli spazi offline, che affiancheranno gradualmente i processi tradizionali, è senza dubbio uno dei territori da esplorare più affascinanti di tutta la galassia programmatic.

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