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Google lancia il Native Programmatic: si parte con le mobile app

La società ha lanciato una nuova offerta pubblicitaria che consente agli editori di commercializzare inventory nativa all’interno delle proprie applicazioni mobile. All’inizio dell’anno prossimo anche website ed msite

di Alessandra La Rosa
16 novembre 2015
Google-MountainView

Google entra nel mercato, in forte crescita, della pubblicità “nativa” in Programmatic.

La società ha infatti lanciato una nuova offerta pubblicitaria che consente agli editori di commercializzare inventory nativa all’interno delle proprie mobile app attraverso l’Ad Exchange di DoubleClick. Una mossa grazie alla quale Google intende tentare di aumentare la propria quota di investimenti da parte di quei brand che già usano la sua piattaforma di Programmatic Buying per acquisire inventory display sul web, ma che destinano il proprio investimento in native adv a player come Facebook o Twitter.

Le nuove possibilità di monetizzazione delle inventory saranno inizialmente limitate ai soli annunci su app mobile, ambito in cui l’azienda vede le maggiori opportunità. La pubblicità nativa su msite e web site arriverà invece nella prima parte del 2016. L’offerta sarà disponibile sia su open exchange che su private marketplace.

Gli editori che voglionno vendere la propria inventory nativa tramite DoubleClick avranno a disposizione due template standard: uno per azioni di marketing content-driven e un altro per annunci app install. I publisher potranno naturalmente customizzare questi formati in base all’aspetto e alla tipologia delle loro property.

L’inserzionista che vorrà pianificare su questi formati native dovrà invece fornire, in sede di costruzione dell’annuncio, una serie di elementi: immagine, headline, body copy e così via, che verranno assemblati da Google ed erogati sotto forma di annuncio pubblicitario in linea con il look and feel del sito che lo ospiterà.

La nuova modalità di vendita di inventory native in programmatic di Google è stata già testata da alcuni editori, tra cui eBay, con buoni risultati: un +3,6% in media dell’engagement degli annunci, e un +5% del click-through rate.

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